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Alda e Goliarda, parole folli d’amore

Poesia: femminile, singolare.

Femminile come parola, vita, libertà, follia.

Tutte hanno in comune l’amore.

Amore: maschile singolare.

Alda e Goliarda, donne che hanno gridato l’amore, anche se ne sono rimaste ferite, che hanno affermato il potere delle loro parole con sfacciataggine, irriverenza, passione.

Donne additate, trattate come pazze, umiliate, denigrate, vittime di loro stesse per colpa di una società troppo ristretta che voleva schiacciarle.

Hanno vinto l’ignoranza, la solitudine e i troppi pregiudizi. Prigioniere della loro libertà ma non per questo schiave di una sottocultura che poneva limiti al loro pensiero senza confini.

Più la vita le infliggeva torturate e più la scrittura vibrava di colore, poesie intrise di emozioni forti e contrastanti che raccontano l’amore, la gioia, la ricerca di un piacere femminile senza tabù.

Nella giornata della poesia, diventa quindi doveroso ricordare Alda Merini e Goliarda Sapienza, la prima oltretutto nata il 21 marzo. Due vite vissute senza alcun risparmio, accumunate da esperienze forti come la galera e gli ospedali psichiatrici, segnate dalla cattiveria umana, dalla violenza, ma non per questo piegate o sconfitte.

Nei loro scritti si respira tutto il coraggio dell’essere donna, la profonda oscurità del dolore e la coraggiosa dirompenza di una sincerità spesso troppo scomoda.

Borderline, reiette, ma per questo vere, così come i matti sono coloro che vedono meglio la realtà, sono riuscite a vivere il loro presente pur essendo al di fuori di tutto, in un altrove dove le parole volano libere.

La rinascita, è il segreto di Alda e Goliarda che non va intesa in un benessere fisico, quanto in una certezza psicologica, il conoscersi, avere contezza di se stesse. La reclusione in manicomio le ha rese più disilluse, affinandogli lo sguardo, rendendolo più attento e lucido, sono state capaci di comprendere la sofferenza degli altri e di esprimerla senza stereotipi.

Donne che aiutano le donne perché tra i loro versi, dentro le pagine, riesci a trovare le lotte che in molte ancora combattono, contro un maschilismo prorompente e la necessità di una libertà d’espressione, per noi donne, che nel mondo d’oggi sembra essere ancora solo un bel concetto con cui riempirsi la bocca, uno specchietto per le allodole, ma che in realtà ci vede chiuse dentro frasi fatte ed etichette strette come i bustini di una volta.

Eppure Alda e Goliarda, che oggi avrebbero 90 e 97 anni, scrissero di tutto questo senza filtri, lo hanno fatto nei racconti della loro vita, ingombranti, stravaganti e commoventi, che narrano anche di un paese scosso da bufere storiche accostate alle loro tempeste emotive.

Poesia e amore, quel femminile e maschile che lottano tra loro, si intrecciano, ardono per poi placarsi o distruggersi. Sentimenti così viscerali espressi nel massimo della potenza, senza mezze misure né divieti. Perché l’amore è così, un turbinio implacabile, un’onda che ti eleva e ti risucchia, un equilibrio instabile tra il sublime e il meschino.

Amore, Poesia, Libertà, dovrebbero essere espressi senza genere, appartenere a tutti.

Alda e Goliarda, lo hanno descritto così, un amore senza età, senza sesso, vissuto nell’attimo dell’innamoramento, nell’impeto di una passione, nel profondo di un cuore troppo ingarbugliato.

Amore, folle.

Amore, gioia.