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Bernardine Evaristo: Ragazza, donna, altro

Se c’è una cosa che ancora un po’ recrimino ai miei genitori e agli insegnanti è il non avermi educata alla lettura proponendomi i libri “fondamentali” durante l’adolescenza. Quando ho capito che mi piaceva leggere, praticamente venticinque anni fa, mi sono cibata di tutto quello che trovavo intorno a me, principalmente i romanzi d’avventura di Wilbur Smith di mia madre e quelli storici di mio zio. Fortunatamente anche Isabel Allende girava per casa mia e per anni sono stata perdutamente innamorata dei suoi personaggi femminili e ammetto di continuare ad esserlo, subisco il fascino della letteratura al femminile.

Quando ho letto meraviglie di ogni tipo su “Ragazza, donna, altro” di Bernardine Evaristo, tradotto dall’inglese da Martina Testa per BigSur e arrivato negli scaffali italiani nel novembre del 2020 dopo aver vinto il Man Booker Prize 2019, ho pensato: ok, sei mio. Cadeva a fagiolo perché, non solo le protagoniste erano tutte donne, ma tra i miei obiettivi per il 2021 ci sono una serie di letture a stampo femminista per approfondire e costruire un pensiero critico personale, fondato su testi e non sul sentito dire.

Sicuramente già dalla prima pagina la lettura può sembrare un’impresa ardua: il libro è interamente scritto senza punteggiatura ma superate le prime dieci pagine  – e prendendo il ritmo – , le restanti cinquecento filano via senza accorgersene. Non solo la scrittura è anticonformista ma la lettura diventa quasi ipnotizzante quando il lettore capisce che le dodici donne raccontate sono in qualche modo collegate tra loro da amicizie, legami di sangue, amori passionali, rapporti professionali. La Gran Bretagna è lo scenario di vite che hanno origini lontane, dove il colore della pelle può essere un dono o una maledizione. Sono storie di emancipazione, di indipendenza ma anche di lotte per il proprio riscatto da soprusi e sopraffazioni, tra le pagine infatti si sviluppano le vite intime di donne etero e gay, nere e di sangue misto, giovani e meno giovani, coi lavori e i percorsi professionali più disparati: registe teatrali, artiste, insegnanti, attiviste transgender, impiegate nella finanza, matriarche di campagna.

Il desiderio dell’autrice era quello di poter raccontare le donne nere britanniche uscendo dallo stereotipo e riempire così il vuoto enorme sul tema della letteratura britannica contemporanea. Proprio quell’ “altro” del titolo vuole avere un doppio significato, quello di far conoscere storie di donne al margine, lontane dalle consuete narrazioni, ma allo stesso tempo includere al suo interno i personaggi non binari che si confidano tra le pagine. Un desiderio ampiamente realizzato, una lettura assolutamente consigliata.

 

Sul sito ufficiale: https://www.edizionisur.it/catalogo/paese/gran-bretagna/ragazza-donna-altro/