Apertura, Blog

…”Oramai il cinematografo è solo un sogno”.

“Ursula, la strega del mare, affiorava dalle acque gigantesca e io mi inabissavo nel velluto rosso della poltrona, terrorizzata !!
Questo è il mio primo ricordo al cinema, una bimba incantata a guardare, in quello schermo enorme, uno dei cartoni che sarebbe rimasto per sempre tra i suoi preferiti.
Certo mai avrei potuto pensare che quelle sale così belle e magiche in un futuro, non troppo lontano, sarebbero diventate delle chimere.
Il rumore della macchina da presa.
Il fascio di luce che, da una piccola finestrella in fondo alla sala, si irradiava fino allo schermo e nel quale, spesso, mi fermavo a osservare la danza dei pulviscoli d’aria.
Le maschere che con le torce passavano consegnando patatine, bibite e gelati agli spettatori sempre affamati.
L’intervallo tra le chiacchiere e i primi commenti.
Gli applausi alla fine del film, quando tutta la sala emozionata finalmente si liberava.
Chi poteva immaginare che tutto questo, presto, sarebbe stato solo un ricordo e che cinema asettici, giganti (quasi come Ursula) avrebbero ingurgitato quelle incantevoli sale.
Multiplex, sedili ergonomici, schermi 7d, dolby atmos, il massimo dell’innovazione e il minimo rapporto umano.
Ma da qualche parte, dietro un angolo di una stradina di paese, potrai ancora trovare il “Cinema Moderno”, che esiste e resiste… una sala con le poltrone di velluto rosso, le luci soffuse, l’intervallo per sgranchirti le gambe e una maschera cordiale che sa consigliarti e ti chiede un commento sul film quando esci, tra un sorriso e l’odore di popcorn scoppiettanti!”

Era il 23 gennaio 2020, il testo che avete appena letto l’ho scritto quella notte al rientro da una serata magnifica al cinema, nel vero cinema, in una sala dal gusto retrò, così come era antica la magia che lì dentro si viveva.
23 gennaio 2020, pochi mesi prima dell’avvento del covid, che tutto ha mutato, prima del LOCKDOWN che ci ha catapultato in un’altra vita, sbriciolando quella che prima ritenevamo tale.
23 gennaio 2020, e chi poteva dirlo che quella sera sarebbe stata l’ultima volta che entravo in un cinema.

Si, perché dopo poco quel cinema, come tutti gli altri, avrebbe spento le luci, chiuso le porte. Se in un primo momento la convinzione era quella di star fermi qualche settimana, mese, con il tempo questa certezza si è lentamente trasformata in speranza per lasciarsi  poi avvolgere da un oblio da cui non uscirne più… Un anno dopo iniziano ad arrivare le prime inevitabili notizie e così una mattina apri internet per aggiornarti e scopri che il CINEMA AZZURRO SCIPIONI, storica sala di Roma, ha chiuso per sempre, mentre si vocifera che forse anche il CINEMA MODERNO nella provincia catanese sia in vendita.
La reazione è sempre la stessa che provo ogni qual volta si chiude una delle tante sale nella mia Catania, tristezza, delusione, malinconia.

 

 

Nel post che scrissi quella famosa notte, parlavo di come l’avvento delle Multisale avesse spodestato la bellezza dei cinema, di quelle sale con le sedie in velluto rosso e di tutto ciò che di meraviglioso e poetico succedeva una volta entrati. Mai avrei potuto pensare che di li a poco qualcosa di enorme e con impatto mondiale avrebbe causato un terremoto capace di dare, forse, la “botta finale” all’intera filiera.
È già passato un anno ma purtroppo ancora la “fine” di questa brutta vicenda sembra lontana, 365 giorni in cui la cultura nel nostro “bel paese” si è fermata, sospesa, bloccata, congelata.

Dal marzo 2020 a oggi, i cinema, così come i teatri, sono rimasti chiusi, il dispiacere è enorme, la perdita è immensa e non solo quella economica.
Sicuramente il danno finanziario sarà la prima causa della fine di molte piccole realtà ma non sarà l’unica.
E se il covid fosse il meteorite per i cinema, la causa della sua estinzione? Guardiamo la società, in questo momento storico siamo stati tutti costretti a un “distanziamento” che ci ha fatto scoprire nuovi modi di impegnare il tempo in casa.
Le piattaforme come “Netflix, Sky, Prime, DisneyPlus” per citarne alcune, sono diventate fonte d’intrattenimento, le nostre giornate, tra un cambio di colore e l’altro, sono scandite dagli episodi delle serie tv. E così anche molte produzioni cinematografiche, nell’attesa incerta di una riapertura dei cinema, hanno deciso di dirottare qui i loro film, per farli fruire al grande pubblico al costo di un download.
La riflessione ora è d’obbligo, questa nuova abitudine del “home-cinema” cosa porterà in un futuro, speriamo prossimo, in cui una famiglia potrà scegliere se tornare al cinema o se vederlo comodamente sul divano di casa: meno stress, meno costo, meno condivisione e purtroppo zero magia.
Le sale si dovranno certo reinventare, alcune diventeranno cinema d’essai, altri punteranno agli abbonamenti, altri ancora si trasformeranno luoghi culturali polifunzionali… ma dei vecchi cinema, quelli con le poltrone rosse, con i proiettori rumorosi e con l’odore di popconr, cosa resterà.

 

 

Io sono una trentenne (inoltrata) e mi sembra triste e un po’ assurdo rendermi conto che la mia generazione è l’ultima che ha realmente conosciuto la MAGIA DEL CINEMA.
Mi piace credere che così come si è riacquistato il piacere di ascoltare la musica da un vinile, così come non si può cancellare la forza empatica di uno spettacolo teatrale, così come non può morire l’emozione di un concerto dal vivo, non potrà svanire quella calda, accogliente, affascinante e incantata sala buia, illuminata da un solo fascio di luce fabbricante di sogni.

Dedicato a tutti i CINEMA italiani e a chi, nonostante tutto, combatte per loro.