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che CAMURRIA…!

Tutto ha avuto inizio con un post pubblicato su Instagram da Claudia:

 

 

Il messaggio era chiaro, che “Camurria” coltivare una piantina di basilico e che “Camurria” essere me stessa.

Per chi è nato dall’altra parte delle stretto, è bene far chiarezza e spiegare il significato del temine siciliano “Camurria”.

L’aggettivo indica una cosa fastidiosa, una seccatura, deriva dalla parola “camula” che vuol dire “tarlo” e, proprio come un parassita, si annida dentro noi divorando i  nervi e  provocando una notevole reazione.

Anche Camurriusu (colui che infastidisce) deriva proprio da Camurria, ma il superlativo assoluto, il grado massimo di sopportazione a cui una persona dotata di santa pazienza può arrivare è: “Grandissima Camurria”. Quando qualcuno viene appellato così, c’è poco da fare, l’unica soluzione per non evitare un esplosione ai massimi livelli, è quella di allontanarsi con cura dal soggetto e non voltarsi mai più indietro.

Per chiarire meglio il concetto vi proponiamo un estratto di un intervento pubblicato  qualche anno fa sul Corriere della Sera Magazine da Andrea Camilleri: «Forse è la parola più spesso usata e anche pensata ma non detta per ragioni di civile comportamento da chi sta scrivendo questo lemma, tanto che una sua nipotina, appena cominciò a parlare, oltre a mamma, disse distintamente “camurria” pur non essendo siciliana. Accrescitivi sono: “gran camurria” e “grannissima camurria”»

 

 

Torniamo a noi, come vi dicevo tutto è iniziato da un post che paragonava il basilico a una vera “Cammurria”, una seccatura come può essere coltivare una semplice pianta di basilico: troppa acqua, poca acqua, troppo sole, poco sole, la temperatura, il terriccio. Tutto l’amore del mondo, un paio di foglie e poi comunque muore.

Questo paragone mi ha fatto riflettere, anche IO mi sento una Camurria, mi lamento di tutto, sono sempre in disaccordo con un sacco di cose, vorrei ma non posso è uno stile di vita, però al contempo mi appassiono, mi butto nelle imprese impossibili con testardaggine, amo parlare, ascoltare, confrontarmi, insomma IO come Claudia, Assya e tante, troppe, tutte le DONNE, sono una bellissima CAMURRIA. 

Allora ho pensato perché non creiamo un piccolo luogo dove urlare le nostre Camurrie e farle diventare sogni, idee, progetti, concretezze. QUI parliamo di tutto, delle donne, per le donne, con le donne, ma non solo di donne!

Vogliamo esprimerci liberamente, raccontare tante storie e diversi punti di vista, il realizzarsi di desideri, le avventure che si sono vissute o che si stanno per intraprendere. Vogliamo parlare di nostri problemi, e lamentarci di ciò che non ci sta bene. 

 

 

Cosa troverete? il nostro intento è come quello del basilico: portare profumo e colore, ma anche guarire e insaporire. Ci saranno tanti modi per farlo, alcuni avranno tanta acqua, altri meno, più o meno luce ma il tutto sempre innaffiato da tanta ironia.

In questo blog noi tre Donne Camurriuse, vogliamo prenderci cura del nostro Basilico anche se sappiamo che sarà complicato, ma chi non lo è! 

Fidatevi, conoscerete tutta la camurria di cui siamo capaci… #IoLikeBasilico